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Il guado

Il guado

13.07.2012 (Direzione Kotouba / Costa d’Avorio)

Viaggiamo tutto il giorno. La strada, con tutte le sue pozze ed ostacoli, è stancante. A dieci chilometri circa da Kotouba ci aspetta una sorpresa. Un ponte ha ceduto sotto il peso di un camion e le uniche possibilità per passanti, motociclette e veicoli è di allungare di molto la strada oppure di affrontare il guado del fiume. Indecisi, osserviamo un gruppetto di bambini fare il bagno proprio dove si dovrebbe passare. C'è corrente e l'acqua sembra profonda. Forse un metro, dicono alcuni. Dal momento che la Patrol monta uno snorkel di aspirazione dell'aria, il motore è protetto e decidiamo di affrontare il fiume. Inseriamo le ridotte e blocchiamo i due differenziali. Il fuoristrada entra deciso e sprofonda lentamente nell'acqua che diventa sempre più profonda. Le ruote scompaiono e un'ondata d'acqua sommerge il cofano e invade il parabrezza. Dal tubo di scappamento sommerso sale un denso fumo nero. La Patrol ce la fa ed arriva dall'altra parte!!!

Piccolo neo. Dalla concentrazione, Bega parte, dimenticando di prendere Daniele a bordo, sceso per fare una qualche foto. A Daniele non resta che togliersi scarpe e pantaloni e passare il fiume a piedi. Mentre l'acqua gli arriva alla vita, impreca furioso (con grande divertimento per i numerosi presenti) preoccupato soprattutto di non finire in acqua con la macchina fotografica. Arriva dall'altra parte che fuma nero pure lui... Cerchiamo poi di dare una mano ad un'altro fuoristrada meno fortunato. L'acqua è entrata dal filtro dell'aria, e il motore non vuole saperne di rimettersi in moto. Le candele sono bagnate e nessuno ha la chiave adatta per smontarle. Lo trainiamo fino al prossimo villaggio. Pernottiamo a Kotouba, ma questa è un'altra storia...

 

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