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Quarant’anni di guerra

Quarant’anni di guerra

26.11.2012 (Luanda / Angola)

Luanda si presenta a noi estremamente moderna, e il confronto con le capitali dell’Africa dell’ovest e centrale incontrate finora è forte. Alti grattacieli svettano lungo la baia, un lungo mare nuovo e curatissimo, macchine di lusso e la splendida “Ilha”, una lunga lingua di sabbia che protegge la baia di Luanda. Siamo ospiti del club nautico della città. Imbarcazioni splendide e ambiente elegante. Ma l’Angola è un paese di contrasti. Basta uscire verso nord dal centro della capitale per trovarsi a percorrere strade accidentate, non asfaltate e polverose. Se in centro si trovano cestini e cassonetti ogni pochi metri, appena fuori i rifiuti si accumulano a fianco delle modeste abitazioni. Dietro ad un’apparenza di benestare, molte infrastrutture sono scarse. C’è corrente elettrica ed acqua corrente. Ma per pochi eletti. Le tubature dell’acqua sono in pessimo stato e si rompono di continuo. L’acqua viene allora portata da autocisterne. Infiniti generatori elettrici forniscono energia a case e commerci. La guerra, cominciata nel 1975, ha flagellato per quasi quarant’anni il paese. Quanto costruito nel paese è stato annientato. Vie di comunicazione, ferrovia e istituzioni. Il cessate il fuoco del 1991 tra Angola, Cuba e Stati Uniti, incentivato dalla fine della guerra fredda, non è stato che una breve pausa. Almeno 200'000 persone sono morte tra il maggio e l’ottobre del 1993. Terminata la guerra il 4 aprile dl 2002, l’Angola si è trovata così a dover ricominciare e a dover ricostruire.

 

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